Perchè lo Xenodochio D'Altopascio,"La Smarrita" e i Frati Cavalieri del T

Prospero Omero Baldasseroni
ISTORIA DELLA VALDINIEVOLE
(Pescia, 1784) Cronache 1354, pag, 210 e seg.

Dopo che guerre e carestie ebbero spogliato questa provincia, inselvatichirono ancora le campagne e nelle vicinanze di Altopascio restarono per lungo tempo foltissimi boschi pieni di pericoli con molte vie, cagione a molti di smarrirsi, e dovendoci dormire, spesso erano uccisi dalle bestie, o affamati da' ladri.

E perché in quei secoli si costumava di fare lunghi pellegrinaggi per l'espiazione de' peccati; nel secolo XI, dodici Uomini si accordarono di fare all'Altopascio uno Spedale o Xenodochio dedicandolo all'Apostolo San Jacopo e a S. Egidio per mantenervi ed assistervi quei Pellegrini i quali vi capitavano.

Fecero ancora una Campana che dicevasi la Smarrita con obligo di sonarla ogni sera a mezz'ora di notte per lo spazio d'un' ora continua, acciocché quelli che erano nel bosco si mettessero in salvo e da lontano conoscessero lo Spedale.

Il capo di quei frati si chiamava Rettore e poi prese il nome di Maestro, Custode e Guardiano ed ancora Signore di Altopascio nominato si trova. Fu sì grande la carità usata in quei tempi da questi Rettori con i loro Cavalieri verso i Pellegrini ed altri, sia sani che infermi, Donne partorienti e Infanti esposti, che, sparsa la fama di sì lodevole azione, furono chiamati non solo per la Toscana, ma quasi per tutta l'Europa per tenervi ospitalità e acquistarono ricchezze grandissime.

Gregorio IX Sommo Pontefice, l'anno di nostra salute 1239, il 4 d'Aprile diede a quelli Frati la Regola de' Cavalieri di S. Giovanni Gerosolimitani a' preghi di Gallico loro Maestro (v. Archiv. Vatic. Regist. Gregorio IX, tom. VI p.100, Epist. VII)

Il loro fregio era la figura di un T bianco nel ferrajolo o nella tonaca di color bigio o bruno. Quelli che si dedicavano al servizio di questo Spedale passavano ancora per Cavalieri benché pochi di essi si ordinassero al Sacerdozio.

Si ricevevano ancora i Mariti colle loro Mogli, ma dovevano stare separati e da ciò nacquero le nostre discordie con essi. Le diligenze praticate per mantenere Pescia per la Parte Guelfa erano gravi ai particolari, dovendo servire alle guardie e alle spese delle guerre.

Da questi aggravi detti reali e personali erano esenti gli Ecclesiastici ed i loro terreni, però molti Pesciatini vestivano l'abito di questi Frati accettati con le loro mogli e per questo mezzo facevano godere alle persone ed alle Terre l'Ecclesiastica immunità.

Di tale abuso crederono i Priori che se ne dovesse trattare in Consiglio. I Deputati dichiararono che quei Pesciatini che avevano moglie non potessero esser Frati di detto Ordine, ma restassero sotto la giurisdizione di Pescia.